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Ricerca & Sviluppo: Quali sono i costi e le agevolazioni fiscali per le imprese

Con il D. lgs. Nr. 139 del 18/08/2015, che va ad implementare la direttiva comunitaria 34 del 2013, sono state apportate importanti modifiche al Codice Civile in materia, tra l’altro, di gestione nel bilancio dei costi di Ricerca & Sviluppo.

A proposito di questi ultimi, da quest’anno, grazie al decreto ministeriale del 27/05/2015, le aziende che li sostengono avranno la possibilità di fruire del credito d’imposta stabilito dalla legge 145/2013, mai applicata finora proprio per mancanza del relativo decreto attuativo.

QUALI SONO I COSTI DI RICERCA & SVILUPPO?

In generale, possiamo definire costi relativi alle attività di Ricerca & Sviluppo tutti quei costi che le imprese sostengono per accrescere il proprio know-how tecnico-scientifico e/o per sviluppare nuovi prodotti, imballaggi e processi di produzione o per migliorare quelli esistenti.

L’Organismo Italiano di Contabilità (OIC), nella nuova stesura dell’OIC 24 (Principio Contabile sulle Immobilizzazioni Immateriali), ha così classificato i costi relativi alle attività di Ricerca & Sviluppo:

  1. Ricerca di base: Rientrano in questa categoria i costi sostenuti per l’insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche miranti ad accrescere il bagaglio di conoscenze e competenze dell’azienda. Vengono quindi considerati di supporto ordinario all’attività dell’impresa e pertanto vanno addebitati al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti.
  2. Ricerca applicata: I costi relativi alla ricerca applicata comprendono tutti i costi relativi a studi, esperimenti, indagini e ricerche finalizzate alla realizzazione di uno specifico progetto, sia esso lo sviluppo di nuovi prodotti, imballaggi e/o processi di produzione o il sostanziale miglioramento dei suddetti.
  3. Sviluppo: Si definiscono tali i costi relativi alla messa in pratica delle attività di ricerca applicata e di altre competenze aziendali per la realizzazione del suddetto progetto, col fine di giungere alla produzione e commercializzazione di un prodotto che implementi quanto sviluppato.

Dal 2016 anche i costi di ricerca applicata, come quelli della ricerca di base, andranno addebitati al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenuti, mentre quelli di sviluppo potranno essere capitalizzati. Perché ciò sia possibile però, tali costi dovranno rispettare dei requisiti fondamentali a proposito dei quali si rimanda alla lettura dell’OIC 24.

Rientrano tra i costi relativi ai punti 2 e 3:

Stipendi, salari e altri costi relativi al personale impegnato nelle attività in oggetto; costi dei materiali e dei servizi necessari all’attività; l’ammortamento di immobili, impianti e macchinari, nella misura in cui tali beni sono impiegati nell’attività; costi indiretti all’attività, che non siano quelli generali ed amministrativi; altri costi (es. l’ammortamento di brevetti e licenze), sempre nella misura in cui siano impiegati nell’attività.

 

QUALI AGEVOLAZIONI FISCALI PER LE IMPRESE CHE LI SOSTENGONO?

Come scritto, per la prima volta dal 2013, grazie al decreto attuativo del 27/05/2015, per le aziende che hanno incrementato le spese in Ricerca & Sviluppo da quest’anno sarà possibile usufruire del credito d’imposta relativo.

In particolare l’agevolazione riguarderà tutte le aziende che, indipendentemente dalla forma di costituzione e dal regime contabile adottato, investano in R&S tra il 2015 3d il 2019, rispettando i seguenti parametri:

  • Che gli investimenti annui ammontino ad almeno 30.000 €;
  • Che i suddetti investimenti nell’anno siano superiori alla media di quelli dei tre esercizi precedenti (o alla media dalla fondazione ad oggi, se fondata non prima del 2014).

I costi R&S presi in considerazione dal decreto sono:

  1. Costi del personale altamente qualificato coinvolto nelle attività di R&S, sia esso dipendente o esterno, inclusi i consulenti, purché svolga l’attività presso l’azienda.
  2. Quote di ammortamento di strumentazione e apparecchiature di laboratorio che abbiano un valore superiore ai 2.000 €, sia acquistate che acquisite mediante locazione.
  3. Spese relative a contratti di ricerca stipulati con università, enti di ricerca o equiparati o con altre imprese, purché queste ultime siano comunitarie e non controllanti né controllate dall’azienda committente.
  4. Costi sostenuti per acquisire competenze tecniche e privative industriali relative a un’invenzione industriale o biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una nuova varietà vegetale, anche acquisite da fonti esterne.

Per i costi relativi ai punti 1 e 3 l’agevolazione è pari al 50% dell’incremento di spesa rispetto alla media degli ultimi 3 anni, mentre per i costi relativi ai punti 2 e 4 è pari al 25% dell’incremento rispetto alla media dei 3 anni precedenti.

 

CONCLUSIONI

La nuova classificazione delle spese sostenute per attività di Ricerca & Sviluppo ed il decreto attuativo relativo al credito di imposta per le stesse, rendono oggi particolarmente attraente per le aziende manifatturiere investire in Ricerca & Sviluppo, dando il doppio vantaggio di costruire solide basi per il futuro godendo di significativi vantaggi fiscali.

Dott. Giuseppe Di Bono

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